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Biografia – Laira Maganuco

Biografia


Laira Maganuco

Le opere di Laira Maganuco sono creature meravigliose nel loro essere diverse, spaventose e affascinati al tempo stesso, che ci trasportano dalla superficie al nostro io più profondo.

Nasce a Milano e fin da piccola è immersa nell’arte grazie alla madre che dipinge a olio su tela, tanto che inizia molto presto a disegnare e a creare oggetti e animali con le paste da modellare; affascinata dai giocattoli realistici, ne osserva i più piccoli particolari.

Nel 2014 scopre la scultura iperrealista e comincia a studiarne le tecniche di realizzazione; per un anno intero sperimenta e crea stampi per poter eseguire sculture in silicone, materiale di elezione per poter rendere il più possibile realistici i suoi lavori, sia alla vista che al tatto. Negli anni migliora e affina la tecnica, prima
eseguendo le opere in un’unica colata, per poi inventare una tecnica unica di modellatura a tutto tondo con la quale dà oggi forma a sculture in silicone, pezzi unici senza stampi, con un tale realismo che le sue creazioni sono divenute spesso virali e scambiate per creature viventi.

Nel 2016 comincia a esporre le sue opere a Roma, subito con successo, presso la Galleria Domus e partecipa alla convention Creaturegeddon a Londra; l’anno successivo è terza al Gran Premio dell’Arte promosso da Galleria PassepARTout Unconventional Gallery nell’ambito Milano EXPO ed è ospite al Museo delle Belle Arti di Torino per l’esposizione Mistero. Nel 2018 una sua opera è stata parte dello spettacolo The experience al Centro di Arte Contemporanea di Losanna; inoltre partecipa alla realizzazione del film Nove lune e dieci per la Baburka Production Factory. Nel 2022 partecipa con un suo pezzo all’asta di Gigarte. Oggi vive e ha il suo studio artistico a Ragusa.

Laira Maganuco crea le sue opere partendo dalla natura, da forme animali o vegetali che ispirano l’immaginazione e si mescolano a tratti a incarnati umani, portando a risultati inediti grazie anche a una raffinata tecnica scultorea, completata poi dalla colorazione e dalla cura del dettaglio, con inserti per realizzare capelli, unghie e altri particolari. Gli ibridi, in parte animale e in parte umani, prendono vita attraverso un percorso creativo che realizza le opere in modo istintivo e che creano immediatamente un legame con lo spettatore; questi inizialmente prova attrazione o repulsione e successivamente diverse emozioni, dall’empatia tramite gli incarnati umani, alla curiosità di scoprire dettagli e legami con il mondo naturale o simboli nascosti.

Attraverso queste opere si aprano altre porte, quelle sui propri ricordi profondi e sulle proprie paure, tanto che sembra di poter vedere dipinti surrealisti o creature dei bestiari medioevali acquistare la terza dimensione; questi lavori mettono di fronte l’osservatore alla propria parte inconscia, che alcuni artisti nel tempo hanno fatto emergere con forme astratte nella pittura e che qui prendono forma nella scultura, con un fortissimo impatto sull’io profondo. Grazie alla forte reazione emotiva suscitata dai lavori di Laira Maganuco si può decidere di affrontare le proprie paure e di accettare che qualsiasi diversità abbia il proprio fascino. L’artista crea anche una serie di sculture più piccole, che possono meglio insegnare ad avvicinarsi alle sue creature “diverse”, in quanto ne rappresentando i “piccoli”; la tenerezza per il mondo dell’infanzia e dell’aspetto indifeso dei cuccioli in natura permette di capire che al di sotto della superficie di ogni persona/creatura brilla una preziosa unicità.

Negli ultimi anni l’artista dedica un’altra serie di opere alle mutazioni, un’esplorazione su come un soggetto o un animale avrebbe potuto evolversi o potrebbe evolversi in futuro, toccando il tema delicato e attuale delle modifiche genetiche. Il messaggio dell’artista è di non fermarsi alle apparenze, di superare lo stereotipo del legame indissolubile tra bello e arte e di essere in contatto con le proprie emozioni, anche le più profonde; una catarsi che rinnova il senso della meraviglia della vita.

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